Tribunale di Modena – Illegittima Segnalazione a Sofferenza in Centrale Rischi

TRIBUNALE DI MODENA ORDINA LA CANCELLAZIONE DELLA SEGNALAZIONE E CONDANNA LA BANCA AL PAGAMENTO DELLE SPESE PROCESSUALI

Commento al provvedimento del Tribunale di Modena del 28/12/2014
Con il provvedimento in commento, all’esito di un ricorso ex art. 700 c.p.c., viene ordinata all’istituto di credito resistente la cancellazione di una segnalazione in Centrale Rischi ritenuta illegittima.
La pratica è stata seguita dall’Avv. Vittorio Gaspardini (partner dello Studio Legale Rondinelli presso la sede di Bologna) e dall’avv. Francesca Bedini (associate dello Studio Legale Rondinelli presso la sede di Bologna).
La società ricorrente (di seguito: la Società), nota produttrice a livello nazionale di valigerie borse e articoli da viaggio, era correntista della XXXXXXXXXX (di seguito: la Banca) per aver acceso un conto corrente con apertura di credito e un conto anticipi; per le obbligazioni assunte nei riguardi dell’istituto di credito resistente era stata rilasciata una fideiussione da altra società.
In data 5 agosto 2014 la Banca inviava alla società ricorrente e alla società garante una lettera raccomandata, con la quale disponeva la revoca, degli affidamenti erogati e intimava l’immediato versamento di euro 73.438,77 e il contestuale avvertimento che in difetto avrebbe proceduto con la segnalazione a sofferenza della posizione; dal 16 ottobre 2014 risultava che lo stato del rapporto della società ricorrente presso la Centrale Rischi della Banca d’Italia era “a sofferenza”.
In data 27 ottobre 2014, la Società notificava all’odierna resistente atto di citazione, iscritto poi a ruolo con R.G.N 10166/2014 con cui veniva fissata l’udienza del 31/03/2015 presso il Tribunale di Modena, con il quale si contestava alla Banca di aver applicato sulle linee di credito di cui in oggetto, tassi superiori a quanto pattuito fra le parti, superiori altresì alla soglia usura prevista per legge oltre a commissioni di massimo scoperto non pattuite; si chiedeva inoltre di ricalcolare l’esatto dare e avere tra le parti, epurando il saldo delle differenze da usura, anatocismo, errato addebito di spese, di commissioni di massimo scoperto o messa a disposizione di fondi, con la conseguenza che secondo quanto stabilito dalla perizia asseverata redatta dal dott. Alessandro Cotturri, oggi la Società vanterebbe un credito totale di euro 39.919,91.
Nel procedimento cautelare si costituiva la Banca eccependo, in via preliminare, l’inammissibilità del procedimento ex art. 700 c.p.c. e, nel merito, l’infondatezza della domanda, tenuto conto della stabile condizione di insolvibilità dell’attrice, che non era riuscita neppure a far fronte al piano di rientro dalla stessa prospettato; l’inconsistenza delle doglianze relative alla violazione della normativa in materia di usura; l’insussistenza del periculum in mora.

In punto di diritto.
Sulla questione preliminare, il Tribunale di Modena si è pronunciato – in linea con quanto in precedenza statuito dal Tribunale di Mantova con provvedimento ottenuto dallo scrivente in data 1 ottobre 2014 – non ritenendo applicabile, in caso di denuncia di illegittima segnalazione alla Centrale Rischi di una posizione di sofferenza, il rimedio offerto dalla d.lgs. 196/2003 in materia di trattamento dei dati personali.
Nella fattispecie in rassegna, infatti, la ricorrente non ha agito in giudizio per invocare la tutela dei propri dati personali, ma unicamente per denunciare l’assenza dei presupposti di fatto previsti dalla normativa in materia di segnalazione alla Centrale Rischi della Banca d’Italia. La controversia, pertanto, non è riconducibile a quelle riguardanti l’applicazione della disciplina di cui al d.lgs. 196/2003, ma a quelle attinenti alla responsabilità contrattuale o extracontrattuale dell’Istituto di credito.
Come anticipato, il ricorso ex art. 700 c.p.c. era stato preceduto da citazione redatta sulla base delle perizie commissionate ad SDL Centrostudi dalle quali risultava l’illigittima applicazione di interessi anatocistici e usurari; ciò che consentiva di revocare in dubbio la correttezza della esposizione debitoria come prospettata dalla banca.
Inoltre, come correttamente osservato dal Tribunale di Modena: “la segnalazione di una posizione in sofferenza non può basarsi solo sul ritardo nel pagamento di un debito o su un volontario inadempimento, ma richiede anche il riscontro “di una situazione patrimoniale deficitaria, caratterizzata da una grave e non transitoria difficoltà economica” (cfr. Cass., sez. I, 9.7.2014, n. n. 15609)”.
Nella prospettazione della ricorrente la segnalazione era illegittima, tenuto conto che:
i) la stessa aveva prestato solide garanzie;
ii) aveva ottenuto da altra società una fideiussione a proprio favore;
iii) presentava un attivo netto fisso pari a circa € 921.000,00;
iv) non aveva subito decreti ingiuntivi, sequestri, pignoramenti;
v) i propri soci non avevano subito eventi negativi certificati;
vi) gli altri istituti bancari con i quali la ricorrente intratteneva rapporti economici non avevano reputato che ricorressero i presupposti per una segnalazione a sofferenza.
Non ricorreva dunque uno stato equiparabile a insolvenza e la convenuta aveva agito senza valutare la complessiva situazione finanziaria; il credito, inoltre, era contestato, stante l’illegittima applicazione di interessi usurari; ricorrevano i presupposti per ottenere un provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c., potendo tale segnalazione compromettere i rapporti con il ceto bancario.
Alla luce di quanto sopra, il Tribunale di Modena accoglieva il ricorso e, per l’effetto, ordinava alla Banca di comunicare alla Centrale Rischi della Banca d’Italia la revoca della segnalazione a sofferenza della ricorrente e condannava la resistente al pagamento delle spese processuali sostenute dalla ricorrente che liquida in € 2.500,00 per compensi e € 381,87 per anticipazioni, oltre accessori come per legge.

Bologna, 9 marzo 2015

Prof. Avv. Michele Rondinelli

In allegato l’ordinanza in oggetto

Scarica il Documento

http://www.sdlcentrostudi.it/wp-content/uploads/2015/03/Tribunale-di-Modena-Illegittima-Segnalazione-a-Sofferenza.pdf