Tribunale di Monza – Banca chiede € 16.000 ma la CTU rileva che il Cliente è creditore per più di € 90.000!

quesito ctu

Nel 2013 l’impresa E. s.a.s, titolare di un conto corrente acceso presso la banca B., si rivolgeva ad SDL Centrostudi S.p.A. al fine di verificare se il saldo negativo evidenziato dell’Istituto di credito fosse corretto ovvero alterato da anomalie.
Le perizie econometriche riscontravano che il rapporto era stato trattato con tassi ultralegali e che le relative condizioni contrattuali si connotavano per essere generiche e comunque non assolventi all’obbligo di fornire al correntista trasparenza e chiarezza circa i costi reali di gestione del conto.
Sulla scorta di tanto, l’impresa E. decideva non restare inerme avverso le pretese della banca e pertanto di muovere contro di essa in sede giudiziale.
Il procedimento veniva quindi radicato innanzi al Tribunale di Monza. Nell’atto di citazione che conveniva in giudizio la banca, il prof. Di Loreto stigmatizzava come: da un lato gli interessi concretamente applicati (ivi comprese le remunerazioni a vario titolo addebitate) travalicassero il tasso soglia usura ex l. 108/96; dall’altro, tali remunerazioni risultavano per lo più sprovviste di qualsiasi pattuizione in sede contrattuale.
In altre e più semplici parole veniva rappresentata all’Autorità Giudiziaria la circostanza per la quale al cliente, non solo venivano applicati ‘pesi’ e voci di costo non consentiti dall’ordinamento, ma addirittura gli si impediva anche solo di conoscere in anticipo le proporzioni di tali addebiti.
Con la seconda memoria ex art 183 VI° cpc, poi, si compulsava il Tribunale a nominare un consulente tecnico d’ufficio che potesse verificare l’esattezza e la compiutezza di quanto già evidenziato nelle perizie di parte, depositate unitamente all’atto di citazione.
Contestualmente, si compulsava detto giusdicente ad affidare al perito taluni specifici quesiti, fra i quali, anche quello di accertare se le gli interessi convenzionali fossero stati contrattualmente pattuiti ovvero determinati “alla stregua delle condizioni usualmente praticate su piazza” o comunque “senza la dovuta certezza per la loro individuazione”. Alla luce di tanto si chiedeva che il CTU rideterminasse al tasso legale detti interessi “sempre che non fossero state superate le soglie di legge”.
Il consulente così nominato riscontrava in effetti che il contratto di conto corrente stipulato al tempo dalla ditta E. contemplava “un generico rinvio agli usi piazza” e dunque concludeva per una differenza a carico dell’Istituto di Credito pari ad Euro 106.751,78, di cui: Euro 855,93 per maggiori interessi attivi; Euro 61.725,21 per minori interessi passivi; Euro 23.210,12 per Commissioni di Massimo Scoperto; Euro 9.384,10 per spese non dovute ed Euro 11.576,42 per spese addebitate in conto corrente non dovute.
Sulla base di tanto la consulenza tecnica d’ufficio arrivava alle seguenti, testuali, conclusioni: “all’esito dei conteggi richiesti viene a determinarsi un saldo attivo di € 90.148,29, in luogo di un saldo passivo di € 16.603,32 risultante dall’estratto conto alla medesima data, con una differenza a favore del correntista di € 106.751,61 rispetto al saldo evidenziato dalla banca”.
I fatti parola dimostrano innegabilmente la pregnanza e la robusta scientificità delle tesi portate da SDL Centrostudi S.p.A. così come confluite nei relativi elaborati econometrici che, unitamente alla profonda conoscenza della materia, hanno reso possibile (ancora una volta) trasformare un debitore delle banche in un loro creditore.
Nel caso in commento da un debito di 16.603,32 euro si è arrivati, invece, a poter vantare un credito nei confronti della banca di ben 106.751,61 euro. Un ribaltamento emblematico del fatto che, in mancanza di un’azione coordinata e professionale da parte di molteplici figure al servizio del cliente, la spregiudicata condotta dell’istituto di credito avrebbe falciato senza riserve diritti significativi del malcapitato imprenditore ‘servito’.
Questo è solo l’ultimo (in ordine cronologico) degli straordinari successi collezionati da SDL Centrostudi S.p.A..
Si rimarchi che anche riviste scientifiche e portali di grande prestigio giurisprudenziale (www.diritto bancario.it; Dejure) hanno riportato le significative ordinanze ottenute dagli avvocati della SDL.
Si evidenzia tale aspetto in risposta a becere diffamazioni che circolano purtroppo (ancora) impunite su squallidi siti.
La SDL risponde con i fatti e con i provvedimenti giurisdizionali.

Avv. Danilo Griffo – Avv. Biagio Riccio

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