Tribunale di Napoli – Ammissione CTU

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Vi rimettiamo in allegato ordinanza di ammissione CTU ottenuta presso il tribunale di Napoli dall’avvocato Alberto Rizzo di seguito sua nota di commento.:

TRIBUNALE DI NAPOLI – CONTRATTI DI CONTO CORRENTE – LEGITTIMAZIONE ATTIVA DEL FIDEIUSSORE, ANCHE IN CASO DI CANCELLAZIONE DELLA SOCIETA’ DAL REGISTRO DELLE IMPRESE – ORDINANZA DI AMMISSIONE DI C.T.U. CONTABILE PRONUNCIATA IL 20.01.2017

Segnaliamo la ordinanza istruttoria adottata dal Tribunale di Napoli, Sezione Seconda, del 20.01.2017, che, in accoglimento della domanda proposta (e, soprattutto, delle dedotte contro eccezioni in sede di memorie istruttorie ex art. 183 co. 6 n. 1 c.p.c.), è giunta a rigettare la eccezione di (asserita) carenza di legittimazione attiva formulata dalla difesa della Banca confermando l’orientamento   ormai venutosi a consolidare, anche presso il Tribunale di Napoli, con riguardo alla figura del “fideiussore”.

L’Ufficio adito ha, infatti, utilizzato questo fraseggio, per superare la eccezione dell’Istituto di credito ed incastonare saldamente il suo provvedimento ammissivo   della   C.T.U.:   “(…)   occorre   evidenziare   come   tale   soggetto (ndr., il fidejussore), nella dedotta qualità di fideiussore della citata società e come tale obbligato a rispondere verso la banca di eventuali posizioni debitorie della stessa, sia in linea di principio, portatore di un interesse giuridicamente rilevante a sentire accertare l’effettiva entità del rapporto di dare avere tra le parti (…)”.

Di altrettale importanza, a mio avviso, una volta così superato il guado presunta carenza di legittimazione attiva (come contestato dalla Banca), appare il perimetro tracciato dal Magistrato nel conferire incarico al C.T.U.

Sul punto, tra l’altro, il Giudice ha così statuito: “(…) accerti se i tassi debitori, pattuiti nei singoli contratti, superino i tassi soglia di cui ai DD.MM. attuativi della

  1. 108/96 (includendo nel calcolo del TEG ogni spesa, commissione o altro onere contrattualmente previsto od anche accessorio con esclusione degli oneri fiscali e dei costi di gestione di strumenti di pagamento) (…)”.

Orbene, a mio sommesso avviso, l’orientamento adottato dal Tribunale di Napoli, (anche) in questo provvedimento, non può che riverberare la sua efficacia in procedimenti similari.

Tale pronuncia, infatti, oltre ad avere una evidente importanza estrinseca nella dinamica processuale in cui esso è stato adottato, a mio parere, possiede anche un valore intrinseco nel punto in cui esso, formalmente, ribadisce la esistenza di un orientamento consolidato sulle tematiche da esso affrontate.

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