Tribunale di Padova – Nomina CTU per verifica tassi applicati su conto corrente

Tribunale di Padova – Ordinanza 24.4/6.5.2015

Nomina di CTU per verifica dei tassi applicati su conto corrente

Superamento del tasso soglia sia in sede si pattuizione che in applicazione: eliminazione e non debenza di ogni somma

Eliminazione di ogni forma di capitalizzazione

Verifica del superamento del tasso soglia comprendendo l’effetto anatocistico

Applicazione in pejus delle condizioni: eliminazione

Costo del denaro: computo di TUTTE le poste passive addebitate dalla banca

Con l’ordinanza che si pubblica il Tribunale di Padova ammette consulenza tecnica di ufficio per la verifica di un conto corrente di diverse centinaia di migliaia di euro.

L’ordinanza è molto interessante.

Innanzitutto, si chiede al CTU di verificare il rispetto delle condizioni pattuite in contratto, ovvero se il contratto contiene le condizioni concretamente applicate e la verifica dovrà riguardare le somme concretamente applicate.

Sul punto relativo all’usura c.d. sopravvenuta si discosta dalla Cassazione (sentenze 602 e 603) riguardo alle conseguenze: in particolare, il tribunale dispone di annullare tutte le somme applicate in caso di sforamento della soglia usuraria, ossia il costo reale del denaro (art. 644 c.p.c.).

Nel calcolo si dovrà tenere conto del fenomeno anatocistico, ovvero del peso che la trimestralizzazione ha sul costo del denaro.

Infatti, anche l’anatocismo presenta un costo e questo dev’essere computato ai fini della usura nella sua globalità.

Inoltre , si dispone l’eliminazione del suddetto anatocismo, in quanto il conto è precedente alla l.154/1992.

Erroneamente alcuni Giudici prevedono che la delibera del Cicr del 2000 abbia legittimato tale prassi di capitalizzazione dichiarandola Illecita sino al 2000 e valida successivamente.

Non è così per argomentazioni in diritto che il Giudice ha recepito.

La prassi anatocistica su conti vecchi è una condizione peggiorativa (Cass. S.U. 24418/2010) e dev’essere approvata per iscritto.

Per quanto attiene le cd. modifiche in pejus, da sempre chi scrive ha richiesto la declaratoria di nullità della clausola contrattuale di conto che prevede la facoltà della banca di modificare unilateralmente in pejus le condizioni in corso di rapporto.

Già con sentenza 1198/2008 (pubblicata sul Il Sole 24 Ore) il Tribunale di Viterbo dichiarò illegittima tale clausola, non essendo le variazioni approvate dalle parti.

Il Tribunale di Padova sembra sposare tale impostazione.

Sulle rimesse (se solutorie e/o ripristinatorie) incarica il Ctu di eliminare quelle solutorie, ma è compito della banca indicare analiticamente quali esse siano mediante produzione degli affidamenti tempo per tempo concessi (Appello Torino sent. 322/2012).

Causa seguita ed istruita dall’avv. Massimo Meloni

Segue ordinanza

Scarica il Documento

http://www.sdlcentrostudi.it/wp-content/uploads/2015/05/Tribunale-di-Padova-6MAG.pdf