Tribunale di Padova – Ordinanza sciolta il 09.03.2015 e depositata l’11.03.2015

  • Conto corrente
  • Causa di accertamento in prevenzione
  • Vizi contrattuali: indeterminatezza ed usura
  • Nomina di CTU: conteggio ai fini del rispetto della soglia usuraria

Si tratta di una causa di accertamento su diversi rapporti di conto corrente.

Essendo complessa la causa, si può indicare che a mezzo elaborato peritale (SDL) sono stati impugnati contratti di conto corrente sulla scorta di esubero dei tassi applicati, in relazione alla l.108/1996.

Altresì, si lamentava la mancata pattuizione delle condizioni della c.m.s. ed altro.

Il Giudice, che non ha accolto (allo stato) le tesi della banca, dispone la CTU.

Come si evince, il Giudice riscontra che in un rapporto del 2000 (e quindi soggiacente alla delibera Cicr) manca la pattuizione delle condizioni e conferma quanto dedotto dalla difesa del cliente, ovvero che detto contratto è praticamente in bianco.

In detta ipotesi, quindi, la banca ha applicato in corso di rapporto tassi e condizioni non pattuite e, quindi, illegittime.

Il Magistrato dà valenza alla perizia SDL, chiedendo al consulente di verificare nei trimestri indicati in perizia il superamento del tasso soglia.

Attenzione, interesse non pattuito, ma applicato.

Non può essere quello pattuito, perché mai riscontrato in contratto (quindi indeterminato).

Relativamente agli esiti di tale eventuale superamento, il Giudice accortamente chiede due conteggi al CTU: l’uno che azzeri tutti gli interessi pagati e l’altro che riporti sotto la soglia i tassi.

La prima tesi è sostenuta dalla Giurisprudenza di merito (Roma sent. 1661/2014; Padova sent. 2600/2014 ex pluribus).

La seconda tesi è sostenuta dalla Cassazione con le note sentenza 602 e 603.

Importante è il quesito b.

Il Magistrato tende a seguire la recente corrente giurisprudenziale, che sposa completamente l’applicazione dell’art. 644 c.p. , terzo comma, chiedendo al CTU di considerare al fine della verifica del tasso usurario pattuito e applicato tutte le spese, commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo collegate all’erogazione del credito.

Si ricorderà che lo stesso concetto del “qualsiasi titolo” è fatto proprio dall’art. 1 della nota l.24/2001 (interessi a qualunque titolo pattuiti o comunque convenuti).

E’ già il terzo tribunale che in soli sei giorni sposa tale orientamento: infatti, si sono già pronunciati Trento (ord. 4.3.2015) e Udine (ord. 9.3.3015).

Sommando tutte le voci pattuite in sede di erogazione/pattuizione e collegate alla stessa operazione di credito, ecco che il superamento del tasso di usura è certo.

La sanzione, come noto, è quella prevista dall’art. 1815 c.c. s.c.: la gratuità del prestito .

La CTU, quindi, dovrà ricalcolare l’importo eventualmente da restituire al correntista (testuale in ordinanza) .

 

Cause dell’avv. Massimo Meloni

Segue  ordinanza

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