Tribunale di Parma – Interessi corrispettivi e Interessi moratori devono essere cumulati

Finalmente applicata la L.24 del 2001! La pattuizione in contratto rileva ai fini del calcolo del TEGM, mora compresa

Il Tribunale fallimentare di Parma, nella persona del G.D. dr. Pietro Rogato, con provvedimento del 25.7.2014 ha posto una pietra miliare nella dibattuta questione del calcolo del TEGM.

Con una lucidissima, trasparente e semplice motivazione, il Giudice Delegato ammette al passivo solo il capitale di un mutuo ipotecario, escludendone tutti gli interessi perché usurari ab origine.

Il Giudice, su istanza del curatore dr. Quarantelli di Parma che supporta la sua istanza con una perizia/ parere dell’avv. Ferroni di Parma (il quale ha usufruito della consulenza dell’avv. Massimo Meloni che collabora con la società SDL Centrostudi da anni impegnata ad ottenere giustizia dal sistema bancario attraverso la redazione di perizie comprovanti i comportamenti illeciti degli Istituti di Credito), considera il momento della pattuizione per il calcolo del tasso effettivo globale, come previsto dalla l. 24/2001.

Questi, riportandosi anche alla sentenza della Cassazione n. 350/2013, include nel TEGM anche il tasso di mora pattuito in contratto in quanto la legge 24/2001 fa riferimento a interessi a qualunque titolo.

Il Giudice analizza il contratto e precisa l’analisi che deve essere compiuta al fine di verificare cosa sia stato pattuito – In particolare, se la volontà delle parti prova che la mora fosse sostituiva del tasso corrispettivo sulla rata scaduta ovvero se la mora, si fosse convenuto ex contractu, fosse da aggiungere alla rata già composta di capitale e interessi corrispettivi.

Il Giudice, analizzando il contratto di mutuo oggetto di analisi, riporta lo stralcio dell’art. 5 che recita “L’importo complessivamente dovuto alla scadenza di ciascuna rata […] e non pagato produce interessi di mora [...]. La parte finanziata approva specificamente il diritto dell’istituto bancario di imputare gli interessi di mora sull’intero importo della rata scaduta e non pagata”.

In suddetta fattispecie, (che rappresenta la clausola di stile presente praticamente nella totalità dei contratti  di mutuo e leasing), l’interesse di mora si applica sull’intera rata.

Il suddetto interesse di mora non va a sostituirsi all’interesse corrispettivo, ma va ad aggiungersi allo stesso.

In esito a tale sotteso ragionamento logico/giuridico, il Giudice arriva alla conclusione che gli interessi pattuiti (tutti globalmente intesi) siano usurari e, quindi, ex art.1815 c.c. s.c., il mutuo sia da considerarsi come stipulato a titolo gratuito.

Il Giudice va oltre l’istanza del curatore che parlava di interessi “applicati” dalla banca, esclude dall’ammissione tutti gli interessi in ragione di € 264. 924,49 ed ammette al passivo solo il capitale del mutuo.

La portata del provvedimento è tranciante e di rara lucidità, in quanto si chiarisce:

1) In diritto sulla c.d. sommatoria tra tassi corrispettivi e di mora e su quando questi non vadano a sostituire i primi;

2)  Relativamente al momento topico nel quale il calcolo del tasso usurario va effettuato, ossia la fase della pattuizione e non dell’applicazione (come sostenuto da Banca d’Italia e da una parte veramente minoritaria della Giurisprudenza che segue tale indirizzo);

3) la necessità di un elaborato peritale in punto di usura che possa sorreggere e sostenere assunti e richieste di parte.

 

NEL MERITO

Il provvedimento del Giudice consente di verificare tutti i rapporti bancari, anche in sede fallimentare

Di tutta evidenza la portata, nel merito, per tutti quei soggetti costretti alla procedura fallimentare

La procedura vede G.D.  il dr. Rogato del Tribunale di Parm, Sez. fallimentare

Curatore il dr. Quarantelli di Parma

Parere, in punto di usura contrattuale, redatto dall’avv. Matteo Ferroni di Parma con la consulenza dell’avv.Massimo Meloni di Viterbo, responsabile del comitato giuridico della SDL Centro Studi spa di Brescia (società che per prima ha sostenuto e sostiene il concetto della c.d. usura contrattuale comprendendo anche la mora nella verifica del tasso usurario ab origine)

Commento Avv. Massimo Meloni.

Si ringrazia l’avv. Ferroni per il consenso al commento.

 

Segue decreto

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http://www.sdlcentrostudi.it/wp-content/uploads/2015/02/AA-riccio-padova-e-parma1.pdf