Tribunale di Pescara – Sospesa Provvisoria Esecutorietà di Decreto Ingiuntivo

Si allega l’ordinanza emessa il 10/08/2015 dal Tribunale di Pescara, al quale sospende la provvisoria esecutorietà di un decreto ingiuntivo ottenuto dalla banca per il mancato pagamento di n. 42 rate scadute di un mutuo ipotecario.
L’ordinanza offre un interessante spunto poiché sottolinea come sia preciso l’onere della banca, e non dei debitori, relativo alla dettagliata motivazione delle ragioni del credito azionato.
La vicenda può riassumersi brevemente come di seguito.

A seguito della notifica del decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, il mutuatario e il fideiussore propongono opposizione al decreto e, in via urgente e cautelare, chiedono la sospensione della provvisoria esecutorietà del decreto – L’opposizione proposta si basa fondamentalmente su tre punti:
• Il costo del mutuo – determinato essenzialmente dal tasso corrispettivo, dal tasso di mora e dal compenso per l’estinzione anticipata – è superiore al tasso soglia usurario e la banca pare avere costantemente applicato, alle rate scadute, gli interessi di mora, per cui ricorre sicuramente il fumus boni iuris richiesto per la sospensione (cfr. Tribunale di Pordenone 5-7\8\2014 );
• Il credito azionato dalla banca non appare certo, liquido ed esigibile ma anzi di difficile decodificazione, poiché la stessa non ha spiegato esattamente nel ricorso quali sarebbero le rate scadute, né come sarebbero stati calcolati gli interessi (in specie non sono specificati né il giorno iniziale né quello finale inoltre il tasso applicato su ogni singola posta di debito);
• Ricorrono i gravi motivi richiesti dalla legge per sospendere l’esecutorietà del decreto.
Si apriva il sub-procedimento per la sospensione e all’udienza il Giudice assegnava alle parti termine per ulteriori deduzioni.

La banca ometteva di produrre tutta la documentazione afferente il credito azionato e, in particolare, non rispondeva dettagliatamente alle censure avanzate circa l’eccezione, avanzata dalla difesa dei debitori, della “difficile decodificazione” del credito azionato.
Con l’ordinanza allegata il Giudice – preso atto delle contestazioni degli opponenti e constatato che la banca non ha prodotto la documentazione offerta a corredo del ricorso monitorio – ha sospeso la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo.

Avv. Luca Rotondo

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