Tribunale di Roma – Ordinanza del 13.02.2015

Tribunale di Roma 13.02.2015

Causa di accertamento su rapporti di conto corrente

In una causa di accertamento sulla regolare formazione dei saldi di conto corrente incentrata sui vizi contrattuali invocati da un cliente fruitrice di perizie SDL Centrostudi SpA, il Tribunale di Roma ha emesso l’allegata ordinanza.
La banca regolarmente costituita in giudizio avanzava una serie articolata di eccezioni, tra cui la nullità per indeterminatezza della citazione.
Il Giudice concedeva termini per l’integrazione dell’atto, il che avveniva mediante deposito di memorie integrative.
Nell’ordinanza si legge che il Tribunale ritiene superata l’eccezione a fronte delle memorie e procede con l’analisi sul merito.
La banca, nel costituirsi alla prima udienza, aveva presentato un’istanza d’ingiunzione ex art.186 ter c.p.c., ergo una sorta di anticipazione di condanna che avrebbe comportato l’iscrizione ipotecaria in danno del cliente, quale attore nel giudizio.

Il Giudice rigetta istanza, analizzando i singoli rapporti di conto – In particolare:

  • Ritiene che l’indeterminatezza dell’oggetto non sussista, avendo parte attrice ben identificato l’oggetto costituito dalle somme invocate quali “non dovute” (tale aspetto è rilevabile dalla perizia), ed esclude che la banca possa supportare la propria domanda con il solo saldo conto espresso ex art.50 TUB, dato che la società attrice ha dedotto l’invalidità degli interessi e delle altre condizioni economiche applicate;
  • Rileva che la Banca non ha prodotto il contratto di conto, così non fornendo prova delle condizioni applicate, anticipando altresì che occorrerà sostituire i tassi applicati con quelli legali, così da escludere l’anatocismo;
  • Seppur ritenendo che la banca abbia prodotto i contratti ed una dichiarazione di ricognizione del debito della cliente, ravvisa il possibile sforamento del tasso usurario, dovendo computare nel teg le commissioni di istruttoria veloce prevista per gli sconfinamenti.

Per i motivi sinteticamente indicati e deducibili dall’allegata ordinanza, il giudice rigetta istanza ex art. 186 c.p.c. ed assegna i termini per il prosieguo della causa.
Tale provvedimento preclude per il cliente l’ingiunzione resa in corso di causa ex art.186 c.p.c., la quale sarebbe stata immediatamente esecutiva, con iscrizione ipotecaria ed esecuzione sui beni dello stesso.
Ciò detto, l’aspetto più significativo del provvedimento attiene la sfera processuale e sostanziale: infatti, tale pronuncia conferma l’attuale orientamento della Sez. X del Tribunale di Roma, la quale consente al correntista producendo un elaborato peritale di muovere eccezioni alle pretese avanzate dall’Istituto di credito.

La valenza probatoria della perizia sta assumendo sempre più rilevanza ai fini della giusta tutela di chi intende muovere eccezioni in tema di usura ed anatocismo.

Causa istruita e seguita dall’avv. Massimo Meloni

Segue ordinanza

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