Tribunale di Roma: ammissione CTU

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ACCOLTA ISTANZA DI AMMISSIONE C.T.U.:

L’AVVOCATO RICCARDO GUARINO OTTIENE MOTIVATO PROVVEDIMENTO DI AMMISSIONE C.T.U.

Nell’anno 2015 una società Ns cliente instaurava un giudizio R.G. 6651/2015 dinanzi al Tribunale di Roma, Giudice dott. Guglielmo Garri, nei confronti di un noto Istituto di credito, con patrocinio dell’Avv. Riccardo Guarino (che sostituiva i precedenti avvocati) al fine di vedersi riconosciuto il proprio diritto alla ripetizione delle somme indebitamente percepite dalla banca per effetto della violazione, da parte di quest’ultima, della normativa dettata in tema di contratti bancari.

Le domande dell’attrice si basavano principalmente sull’elaborato peritale commissionato alla società “SDL CENTROSTUDI”, specializzata nel settore bancario.

A sostegno delle istanze attoree l’avv. Guarino chiedeva, altresì, di disporre una CTU contabile al fine di confermare le risultanze emerse dall’elaborato peritale e, quindi, di accertare, previa acquisizione di tutta la documentazione contabile e negoziale (anche di eventuali convenzioni, pattuizioni, missive esistenti presso l’Istituto di credito stipulante relative ai rapporti oggetto di causa):

  1. Il reato di usura e la violazione del disposto di cui all’art. 1283 c.c.
  2. L’esatto saldo dei conti.
  3. L’ammontare degli interessi anatocistici riferiti agli interi rapporti.
  4. Il TEG applicato, mondato di tutti i costi e le spese.
  5. Le competenze rinvenienti da altre linee di credito.
  6. La competenza di massimo scoperto per tutta la durata dei conti e gli interessi su di essa lucrati.
  7. il reato di usura commesso travalicando il tasso soglia trimestrale così come fissato nei relativi decreti ministeriali.

L’Istituto bancario si costituiva regolarmente in giudizio, chiedendo l’integrale rigetto delle domande attoree e, tra queste, la domanda di ammissione della CTU contabile, ritenendo che la stessa avrebbe avuto un contenuto ed un fine meramente esplorativo.

L’avvocato Guarino, di contro, evidenziava che la Consulenza Tecnica d’Ufficio rappresenta uno strumento indispensabile al fine di dimostrare la fondatezza delle domande attoree.

Infatti, contrariamente a quanto sostenuto da controparte nei propri scritti difensivi, la CTU avrebbe un contenuto tutt’altro che esplorativo, essendo tesa, attraverso l’analisi della documentazione inerente al rapporto oggetto di contestazione prodotta dalle parti, a rideterminare il saldo di conto corrente, nonché i rapporti di dare/avere.

Inoltre, il CTU avrebbe il compito di verificare se vi sia stata pattuizione ed applicazione, dall’apertura del conto, di un tasso di interesse passivo superiore al tasso soglia, le commissioni di massimo scoperto ed ogni altro onere connesso alla concessione del credito del calcolo del TEG secondo quando previsto dall’art. 644 c.p.

Da tali verifiche poi, il CTU andrebbe a rideterminare i saldi finali, escludendo, ab origine, qualsivoglia addebito di interessi, così come specificato negli scritti difensivi.

Grazie alle argomentazioni formulate dall’Avv. Riccardo Guarino, il Giudice dott. Guglielmo Garri, con ordinanza del 6.12.2016, ammetteva la Consulenza Tecnica d’Ufficio rinviando la causa per il Giuramento della C.T.U.

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