Tribunale di Roma – Applicazione al contratto di c/c della sanzione civilistica ex art. 1815 c.c.

Tribunale di Roma – Applicazione al contratto di conto corrente della sanzione civilistica di cui all’art. 1815 c.c. s.c. – Nomina di CTU: verifica di interessi usuari pattuiti

Il Tribunale di Roma, con ordinanza del 14.5.2015, ha sostanzialmente dato seguito all’indirizzo inaugurato dalla Corte di Appello di Venezia con la nota sentenza 342/2013.
La sanzione della gratuità del prestito, ex art. 1815 c.c. s.c., seppur riferita al mutuo, si estende ad ogni obbligazione pecuniaria, quindi anche al contratto di affidamento come nel caso de quo.
Il tribunale incarica il nominato consulente tecnico di ufficio di effettuare una serie di verifiche.
Il quesito d) è quello maggiormente aderente alle tesi sostenute dai legali che operano con SDL ed attiene la verifica del tasso medio pattuito che consideri tutte le commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese esclude imposte e tasse ex art. 644 c.p.
Il CTU con tale criterio dovrà verificare sia l’interesse corrispettivo che di mora.
Da rilevare che il Giudice esclude la sommatoria, perché non espressamente prevista in contratto (come accade invece nei mutui e nei leasing).
Questo non significa che il cumulo avvenga (come noto la mora va a valere sul saldo già comprensivo di interessi passivi).
Il tribunale dà mandato al ctu di eliminare ogni interesse (nessun interesse è dovuto) in esito al dettato dell’art. 1815 c.c. s.c., qualora le analisi portino a verificare il superamento del tasso soglia.
Rilevante che il Tribunale di Roma elimina (in caso di sforamento di uno dei due interessi pattuiti) tutti gli interessi e non soltanto quelli che, eventualmente, violano la legge antiusura (108/1996).

Causa dell’avv. Massimo Meloni con la collaborazione dell’avv. Pietro Signorelli

Segue ordinanza

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