Tribunale di Roma – Ordinanza di non accoglimento di istanza di archiviazione del PM

E’ con vivo piacere che si rappresenta come il GIP del Tribunale di Roma abbia accolto l’opposizione all’archiviazione presentata dall’avv. prof. Piero Lorusso, ordinando l’iscrizione nel registro indagati dei vertici dell’Istituto di credito e la prosecuzione delle indagini con pieno accoglimento delle ragioni dei clienti SDL.
La vicenda ha origine da un esposto che le persone offese presentavano in data 11.06.2014 alla Procura della Repubblica, con il quale le stesse, dopo l’esposizione dei fatti, chiedevano di voler accertare ogni ed eventuale illecito di rilevanza penale posto in essere dal legale rappresentante e dagli operatori della Banca presso il cui istituto era stato contratto, in data 31.05.2007, il mutuo n.254676 per un valore nominale di euro 320.000,00.
Questi sottolineavano nel predetto esposto le condizioni usurarie alle quali era stato stipulato il contratto e denunciavano la Banca in persona del legale rappresentante p.t. per usura e truffa evidenziando altresì che veniva loro estorto denaro minacciando le azioni legali che poi, infatti, sono seguite.
Veniva quindi aperto il procedimento di cui in epigrafe in ordine alle fattispecie delittuose di truffa usura ed estorsione.
In data 02 dicembre 2014 veniva notificato agli odierni opponenti l’avviso della richiesta di archiviazione formulata dal Pubblico Ministero presso il Tribunale di Roma il quale, dopo una parziale ricostruzione dei fatti, concludeva chiedendo l’archiviazione e sostenendo: “… la notizia di reato è infondata atteso che le parti si limitano ad affermare in denuncia che la Banca ha applicato nei loro confronti interessi usurari senza fornire ulteriori dati a sostegno di tale affermazione…”
Orbene, in data 27.01.2015, la società SDL ha svolto un’analisi per la rilevazione del tasso di interesse usurario e dal relativo estratto peritale, che si allega e che fa parte integrante della presente memoria, emerge che, alla data di sottoscrizione del contratto, la somma tra il tasso di interesse concordato e il tasso di mora risulta usuraria in conseguenza del superamento del parametro fissato dalla legge vigente (L. 108/96, L. 24/2001 e successive) definito Tasso Soglia.
Ancora, dalla medesima analisi sono stati rilevati interessi di mora concretamente applicati in sommatoria al tasso di interesse corrisposto, ad ulteriore conferma che la pattuizione usuraria intervenuta alla sottoscrizione del contratto ha avuto una sua evidente applicazione.
Come si evince dalla perizia a firma della società Blu Line Consulting sul contratto n. 254676 stipulato con la Banca, con precipuo riferimento agli interessi, sulla somma di euro 195.368,80 calcolata alla stipula del contratto, risultano non dovuti 187.033,61 euro, sicchè risulta un credito pari ad euro 8.335,19 in favore del cliente.
E’ appena il caso di sottolineare che le condizioni a cui la Banca ha sottoposto gli esponenti sono condizioni usurarie, pertanto, ricorrono le fattispecie di reato di cui agli artt. 644 e 644 bis c.p. e le pene previste dall’art. 1 della Legge 108/96 (Reclusione da 1 a 6 anni; Multa da 3.098,74 € a 15.493,71 ) e le conseguenti aggravanti “le pene per i fatti di cui al primo e secondo comma sono aumentate da un terzo alla metà; se il colpevole ha agito nell’esercizio di un’attività professionale, bancaria o di intermediazione finanziaria e mobiliare; se il colpevole ha richiesto in garanzia partecipazioni o quote societarie o aziendali o proprietà immobiliari; se il reato è commesso in danno di chi si trova in stato di bisogno; se il reato è commesso in danno di chi svolge attività imprenditoriale, professionale od artigianale“.
Nel caso di condanna o di applicazione di pena ai sensi dell’articolo 644 del codice di procedura penale, per uno dei delitti di cui al presente articolo è sempre ordinata la confisca dei beni che costituiscono prezzo o profitto del reato ovvero di somme di denaro, beni ed utilità di cui il reo ha la disponibilità anche per interposta persona per un importo pari al valore degli interessi o degli altri vantaggi o compensi usurari, salvi i diritti della persona offesa dal reato alle restituzioni e al risarcimento dei danni.

Vale chiarire che il reato d’usura è contemplato dall’art. 644 del codice penale e si verte sostanzialmente nello squilibrio tra prestazione fornita al soggetto usurato che soggiace a tale squilibrio per effetto del suo stato di bisogno.

avv. Piero Lorusso

In allegato ordinanza succitata

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