Tribunale di Savona – Importante Ordinanza Collegiale in tema di Sommatoria!!!

conferme_validita_tesi sommatoria

QUANDO LA SOMMATORIA IN UN MUTUO E’ CONTRATTUALIZZATA E CITATA NEL CONTRATTO MEDESIMO, ESSA VA APPLICATA PER LA VERIFICA DEL SUPERAMENTO DEL TASSO SOGLIA RELATIVO AL TRIMESTRE DI STIPULA DEL CONTRATTO

L’ordinanza collegiale in commento è stata resa, in data 02.09.2015, dal Tribunale di Savona a seguito della proposizione di un reclamo, da parte della banca, avverso un provvedimento di sospensione dell’esecuzione ottenuto dallo studio Riccio in favore di due coniugi clienti della SDL Centrostudi.
In particolare, il giudice dell’esecuzione aveva sospeso la procedura esecutiva accogliendo le doglianze formulate dalla difesa dei debitori esecutati che, da un attento esame del contratto di mutuo su cui si fondava l’ esecuzione, hanno rilevato – con l’ausilio della perizia tecnica di parte – una serie di anomalie, correttamente stigmatizzate poi anche in sede collegiale, che determinavano l’usurarietà e, quindi, l’illegittimità del titolo esecutivo attivato dall’ istituto di credito.
Ed infatti, dall’interpretazione delle clausole contrattuali era emerso che all’interno del contratto di finanziamento la banca aveva pattiziamente previsto l’applicazione degli interessi moratori non in sostituzione ma in aggiunta a quelli corrispettivi in ipotesi di inadempimento da parte del cliente.
Avverso l’ordinanza resa dal g.e., la banca ha proposto reclamo chiedendone la riforma.
Il Collegio riunito in camera di consiglio, ha rigettato il reclamo condannando la banca al versamento dell’importo determinato ex art. 13 co. 1 quater D.P.R. 115/02 ed affermando, in linea con la difesa degli opponenti, che “la tesi interpretativa di parte reclamante, per quanto concerne la verifica del superamento o meno del tasso soglia di usurarietà, può essere condivisa solo in linea astratta, mentre non può trovare applicazione nel caso sottoposto all’ esame del Collegio, dovendosi tenere conto del tenore delle clausole del contratto di mutuo. In punto di stretto diritto, infatti, interessi corrispettivi ed interessi di mora non si cumulano al fine della valutazione di usurarietà di un contratto di finanziamento (…) Tuttavia, nella controversia in esame, deve essere attentamente valutato il tenore della pattuizione contrattuale (…) Nel caso di specie, pertanto, è la clausola contrattuale che cumula interessi corrispettivi ed interessi di mora, stabilendo che i secondi si computino su ogni somma dovuta, a qualsiasi titolo (e, dunque, anche a titolo di interessi corrispettivi). Ed è dal tenore di tale pattuizione che deriva la necessità di cumulare interessi corrispettivi ed interessi di mora, in quanto la Banca ha previsto non la sostituzione dell’interesse moratorio con quello corrispettivo, ma l’aggiunta del primo al secondo. Come rilevato dal Giudice dell’Esecuzione, da tale cumulo deriva appunto il superamento del tasso soglia”.
Il Collegio savonese ha avuto il merito di ribadire, in linea con la più attenta ed “imparziale” giurisprudenza di merito [cfr. Trib. Varese, 21.04.2015 (con nota dell’ Avv. Giovanni Lauro); Tribunale Rovereto 30.12.2013 (con nota dell’ Avv. Biagio Riccio), entrambe pubblicate su www.sdlcentrostudi.it] la necessità di procedere ad una esegesi complessiva della semantica contrattuale al fine di verificare – in applicazione della vigente normativa – se il mutuante abbia inteso “promettere”, in caso di inadempimento del cliente, l’applicazione additiva e non sostitutiva degli interessi moratori sull’intera rata (comprensiva anche degli interessi corrispettivi) di fatto cumulandoli.
La decisione in commento renda ancora più evidente l’infondatezza e le strumentalità di quelle pronunce che, al solo fine di “scoraggiare” la proposizione dei giudizi contro gli istituti di credito, infliggono ai danni dei soggetti già vessati dal sistema bancario condanne spropositate per lite temeraria, applicando in maniera distorta ed incostituzionale a parere di chi scrive l’ art. 96 c.p.c., nonostante le evidenti oscillazioni giurisprudenziali che si registrano in subjecta materia.

Avv. Giovanni Lauro, Studio Riccio

Scarica il Documento