TRIBUNALE DI SULMONA – Ordinanza di rimessione sul ruolo istruttorio

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La banca lo cita per € 327.355,00 ma la Ditta si oppone con due perizie SDL ed ottiene in CTU € 940.204,26 di restituzione (oltre all’azzeramento della richiesta iniziale)

Provvedimento ottenuto presso il Tribunale di Sulmona dall’avvocato Biagio Riccio, del quale Vi lasciamo breve nota:

Oggetto: ordinanza di rimessione sul ruolo istruttorio con contestuale invito al nominato CTU ad una integrazione peritale, resa necessaria a seguito delle nostre doglianze sollevate con gli scritti conclusionali. Straordinaria determinazione del consulente tecnico il quale, nel proprio supplemento, ribalta il quantum monitorio di € 327.355,47 riconoscendo al nostro assistito il rilevante importo di € 940.204,06

Con decreto monitorio n° XXX/2013 reso dal Tribunale di Sulmona, l’istituto di credito ingiungeva alla compagine societaria, assistita da questo studio, in uno ai suoi fideiussori, il pagamento della complessiva somma di € 327.355,47 di cui € 237.033,47 per scoperto di conto corrente n° XXXX ed € 90.322,99 per saldo debitore del conto corrente n° XXXXX.

Spiegata rituale opposizione ed instaurato il relativo giudizio, si giungeva agli incombenti istruttori ed il Giudice, avvedutamente, disponeva consulenza tecnica d’ufficio intimando, tra l’altro, al nominato ausiliario di acquisire, in caso di necessità, ulteriore documentazione presso la Banca.

Elasso il termine assegnato di 90 giorni, il CTU depositava il proprio lavoro il quale già riduceva sostanzialmente la pendenza debitoria di cui ai rapporti bancari oggetto di causa e, precisamente, ad € 7.864,16 quanto al conto corrente n° XXXXX ed € 83.084,28 quanto al conto n° XXXXX.

Tuttavia, l’ausiliario aveva anche il modo di precisare che, agli atti, non risultava parte della documentazione necessaria e, soprattutto, quanto al conto corrente n° XXXX, non risultavano depositati gli estratti conto relativi all’intera durata del rapporto.

Rimarcate con le memorie conclusionali tali carenze documentali e probatorie, il Giudice rimetteva la causa sul ruolo istruttorio invitando, contestualmente, il CTU ai dovuti chiarimenti, anche alla luce del quesito assegnato, in sede di conferimento di incarico, di “acquisire, in caso di necessità, ulteriore documentazione presso la Banca”.

L’istituto di credito sfuggiva all’onere probatorio non depositando i necessari estratti conto.

Appurata tale persistente incompletezza documentale, il CTU procedeva al ricalcolo del conto corrente n° XXXXX partendo, come da giurisprudenza maggioritaria, dal cd. “saldo zero”, rideterminando quest’ultimo, epurato dagli interessi, dalle commissioni, spese e competenze pro-tempore addebitate, ad € 940.204,06 a favore del cliente.

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