Tribunale di Trento – Ammissione CTU

Consulente tecnico ufficio01

In data 09/08/2016, il Tribunale di Trento, sciogliendo la riserva assunta all’udienza del 13/07/2016, nell’accogliere la richiesta di parte attrice, nominava, con ordinanza, un consulente tecnico d’ufficio al fine di accertare il reato di usura.

Illustrando brevemente i fatti, si significa che una malcapitata cliente citava in giudizio il proprio Istituto di credito per l’accertamento del comportamento ritenuto contra legem e per la restituzione di tutte le somme trattenute illecitamente.

Ci si riferisce, in primo luogo, alla concretizzazione del reato di usura posto in essere dalla banca ed, in secondo luogo, ad una compensazione illegittima, errata ed arbitraria posta in essere dall’avverso istituto di credito su un conto di un (diverso) garante.

Invero, a causa di difficoltà transitorie nel pagamento delle rate di mutuo, la Banca incardinava una procedura esecutiva immobiliare, terminata con la vendita forzata dell’immobile posto a garanzia del citato contratto di mutuo.

Successivamente, attesa l’infruttuosità della vendita forzata, la Banca, sulla base di un presunto credito residuo, prelevava indebitamente sul conto corrente di un diverso garante ulteriori somme. In altri e più facili termini, senza autorizzazione alcuna, l’avversa Banca prelevava, arbitrariamente, sul conto corrente di un diverso garante tutte le somme residue.
Un simile atteggiamento indispettiva la cliente che decideva di far periziare i propri rapporti bancari.

Ebbene, da un’attenta perizia contabile, redatta dalla SDL Centrostudi, si appurava che il contratto di mutuo fosse trattato con tassi illegittimi e la vendita dell’immobile fosse basata sul reato di usura, con la conseguenza che il prezzo della vendita costituisse provento di reato.
Ne conseguiva l’azione giudiziaria volta ad ottenere una sentenza di ripetizione: la restituzione di tutti gli importi illegittimamente incassati dalla banca.

In sintesi, la nomina del CTU assume un rilievo significativo, in quanto consente di ritenere la domanda attorea fondata e degna di meritevole accoglimento. Ne consegue che l’ausiliario del Giudice dovrà verificare l’illegittimità dei tassi, l’arbitrarietà della compensazione, con l’ulteriore conseguenza che la cliente, una volta appurato il proprio credito nei confronti dell’istituto di credito, potrà nuovamente citare in giudizio la Banca convenuta per il risarcimento di tutti i danni, in primis quelli derivanti dalla perdita del bene immobile, luogo del focolare domestico adibito a prima casa.

Causa curata dall’avv. Biagio Narciso dello Studio Legale avv. Biagio Riccio

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