Tribunale di Treviso-Sez. Lavoro – Ordinanza di sospensione di ruoli esattoriali e delle relative cartelle di pagamento

Tribunale di Treviso - 5 GIU

SOSPENSIONE INAUDITA ALTERA PARTE DI ESTRATTI DI RUOLO E DELLE RELATIVE CARTELLE ESATTORIALI PER UN IMPORTO COMPLESSIVO PARI AD EURO 63.213,42

Ordinanza emessa dal Tribunale di Treviso – Sez. lavoro in data 27.05.2017 in una causa contro Equitalia, avente ad oggetto estratti di ruolo relativi a contributi INPS ed INAIL nonché le relative cartelle esattoriali, per un importo richiesto complessivamente pari ad euro 63.213,42.

Il Tribunale ha sospesoinaudita altera partegli atti impugnati sulla base delle contestazioni contenute nel ricorso che il Giudice ha ritenuto “gravi” e, quindi, meritevoli di essere accolte.

In particolare, si è eccepita l’omessa notifica delle cartelle di pagamento, atti presupposti a qualsiasi procedura di riscossione coattiva.

 

In materia, l’art. 25, comma 1, del Dpr. n. 602/1973, disciplinante le modalità di riscossione, prevede espressamente che l’Agente della Riscossione debba notificare la cartella di pagamento al debitore iscritto a ruolo.

La citata legge pone, dunque, in capo all’Agente della riscossione il preciso onere di notificare l’iscrizione a ruolo portata dalla cartella di pagamento.

E’ di tutta evidenza, quindi, che, in mancanza della notifica di un atto presupposto, l’azione amministrativa tesa alla riscossione dei contributi risulta viziata.

Ciò deriva dalla semplice circostanza che, essendo il procedimento di riscossione improntato al principio di “tipicità” degli atti, l’attuazione della pretesa deve avvenire seguendo le regole positivizzate dal legislatore.

Da tale vizio risulta inequivocabilmente la decadenza in cui è incorsa Equitalia Spa in relazione al potere di riscuotere i tributi oggetto del ricorso.

Stante la mancanza di notifica delle cartelle esattoriali, si è altresì contestata l’inesistenza, o comunque la nullità o l’annullabilità, delle relative iscrizioni a ruolo.

Si è poi eccepita la decadenza in cui è incorsa Equitalia dal potere di notificazione di ulteriori atti, nonché la prescrizione di parte dei contributi pretesi. Infatti, la prescrizione dei contributi previdenziali dovuti all’Inps e agli altri istituti di previdenza, a partire dal 1996, è ormai diventata di cinque anni

Infine, si è dato atto dell’errato conteggio degli interessi di mora nonché dei compensi di riscossione (aggi) contenuti nella cartelle impugnate, anche sulla base del calcolo periziato da SDL.

Inoltre, quanto al requisito del periculum in mora, si è rilevato che dall’esecuzione può derivare al ricorrente un danno grave e, soprattutto, irreparabile, in considerazione della somma richiesta, come rilevato anche dallo stesso Giudice adito, nonché della documentazione prodotta (bilanci della impresa individuale) dalla quale si è evinta la situazione di difficoltà economica del ricorrente.

Causa seguita dall’avv. Andrea Ziletti

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