Tribunale di Udine – Nomina CTU per verifica interessi pattuiti e applicati

Tribunale di Udine – Ordinanza del 9.3.2015

Mutuo in mora:

  • Nomina di CTU per verifica degli interessi pattuiti ed applicati;
  • Costo globale della erogazione del denaro;
  • Determinazione del TAEG unico e complessivo;
  • Esonero espresso al CTU dall’osservanza della Istruzioni Banca d’Italia;
  • Gratuità del mutuo. Rimborso del solo capitale

Si pubblica un’innovativa ed interessantissima ordinanza emessa dal Tribunale di Udine in data 9.3.2015.

Oggetto della causa è un contratto di mutuo in mora.

La  contestazione, a mezzo elaborato  peritale SDL, era relativa ai tassi usurari sia convenuti  in contratto che effettivamente applicati.

La banca si costituiva regolarmente e si rifaceva alle modalità di calcolo del TAEG, riportandosi  a quelle come formulate dalla Banca d’Italia.

Il Giudice, dopo aver esaminato le carte processuali,  ha proceduto a nomina di CTU ed alla formulazione dei quesiti.

Il  Giudice incarica il consulente di verificare il TAEG unico e complessivo PATTUITO tra le parti  AL MOMENTO DELLA STIPULA e chiede espressamente di non aderire alle metodologie Banca D’Italia per il calcolo del TAEG, sollecitando una comparazione dell’intero aggregato di interessi richiesto al cliente come corrispettivo del credito concesso.

Per tale analisi il CTU dovrà attenersi al piano di ammortamento convenuto.

In seconda ipotesi, al conteggio con applicazione del tasso di mora e relativo mutamento del piano di ammortamento e del tasso effettivo annuo globale del credito aggregato (ipotizzando anche un calcolo relativo ai soli flussi di mora).

Esprime in modo chiaro il concetto che gli interessi di mora si computano con anatocismo sulla intera rata scaduta.

In conclusione, il CTU dovrà dire se il taeg così determinato al momento della PATTUIZIONE  rispetti o meno IL TASSO SOGLIA.

Indichi il CTU, in caso di superamento del tasso soglia usurario, quali siano le somme corrisposte dalla mutuataria per interessi determinando la entità del puro capitale residuo a scadere.

 

Commento

Dalla lettura dell’ordinanza appare evidente che – facendo seguito a quanto già stabilito anche dal tribunale di Trento con ordinanza 4.3.2015 (in sito) – si debba valutare il costo effettivo del finanziamento (come previsto dall’art. 644 c.p. terzo comma).

La fase topica per la verifica della legge antiusura  ( l.108/1996) è quella della pattuizione, smentendo la corrente sempre più minoritaria che vuole l’effettiva applicazione.

Non solo: si evince la volontà di applicare sia la l.24/2001 che il disposto, quale sanzione civilistica , dell’art. 1815 c.c.

Si legge, infatti, che il Giudice dà incarico, in caso di pattuizione usuraria, di quantificare sia le somme corrisposte per interessi sia determinare il solo capitale a scadere .

La finalità appare chiara, ossia applicare la sanzione ex art.1815 c.c. s.c. che prevede la nullità della clausola relativa alla pattuizione di interesse usurario e la gratuità del prestito con diritto alla restituzione di tutti gli interessi  pagati (come da perizia).

Altro aspetto determinante è che si riconosce come la mora si applica all’intera rata, in quanto l’interesse di mora non va a sostituirsi all’interesse corrispettivo, bensì va applicato anche agli interessi corrispettivi.

Sembra una cosa di palmare evidenza, ma stiamo faticando nelle Aule di Giustizia per far comprendere un concetto chiaro, peraltro espresso nei contratti (su ogni e qualsiasi somma scaduta e non pagata, anche per interessi, sarà dovuta la mora come indicata ).

Di tutta evidenza, quindi, l’onestà intellettuale del Giudice estensore dell’ordinanza, che è veramente degna di nota.

Causa dell’avv. Massimo Meloni con la preziosissima collaborazione della Collega Maria Cristina Clementi di Udine

Segue  ordinanza

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http://www.sdlcentrostudi.it/wp-content/uploads/2015/03/Tribunale-di-Udine-CTU-11MAR.pdf