Tribunale di Viterbo – ammissione di CTU

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Trattasi di ordinanza di ammissione di CTU emessa dal Tribunale di Viterbo in data 27.06.2016 in una causa avente ad oggetto un rapporto di conto corrente nella quale si chiedeva, sulla base di perizia SDL, la restituzione delle somme illegittimamente incamerate dall’Istituto di Credito a seguito dell’applicazione di interessi usurari, anatocistici e c.m.s. non dovute.

Ordinanza molto interessante in quanto il giudice, a scioglimento della riserva, ha ritenuto opportuno disporre CTU affinché il perito ridetermini il saldo del conto corrente oggetto di causa a cui è appoggiato un conto anticipi, applicando il tasso di interessi pattuito nei vari contratti stipulati dalle parti ovvero quello, soltanto se inferiore, praticato via via dalla banca, applicando la capitalizzazione ivi prevista soltanto se reciproca e in mancanza senza alcuna forma di capitalizzazione, provvedendo ad epurarlo da tutte le spese e commissioni non pattuite, nonché ad eliminare tutte le somme richieste a titolo di CMS, fino alla stipulazione del contratto del 10.8.2012;

a decorrere invece da tale ultima data il CTU dovrà tener conto, nel determinare il saldo del conto corrente, anche della CMS.

Inoltre, il perito è stato incaricato di verificare l’eventuale usurarietà del tasso di interessi pattuito e di quello effettivamente praticato, utilizzando una prima volta la formula della Banca d’Italia e una seconda volta includendo nella stessa anche le CMS dal 10.8.2012, provvedendo quindi ad applicare la disposizione di cui all’art. 1815 c.c. nel caso in cui l’usurarietà risulti al momento della pattuizione ovvero riconducendo il tasso illegale nei limiti di quello soglia nei trimestri in cui vi è superamento nel caso di usura c.d sopravvenuta.

Nel valutare il superamento del tasso soglia antiusura il CTU dovrà considerare qualsiasi “commissione, remunerazione a qualsiasi titolo e spesa” come testualmente disposto dall’art. 1 della legge n. 108/96 ad eccezione della CMS fino al 10.8.2012 in quanto già eliminata ab origine.

Inoltre, qualora la documentazione presente in atti risulti incompleta o frammentaria, in assenza di qualsivoglia giustificazione del saldo passivo iniziale lo stesso dovrà essere riportato a zero.

Causa seguita dall’avv. Andrea Ziletti

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