Tribunale di Messina – Ordine di esibizione alla Banca e Disposizione CTU

Si procede alla pubblicazione di un provvedimento emesso dal Tribunale di Messina.

A scioglimento della riserva assunta all’udienza ex art. 184 c.p.c. relativa ad una causa di accertamento – ove con perizia SDL si contestava il saldo di conto corrente affetto da usura ed anatocismo – il G.I. ha accolto tutte le richieste effettuate da parte attrice, ordinando alla Banca in virtù del principio della prossimità della prova di esibire i contratti e gli estratti conto relativi all’intero rapporto contrattuale e fissando i quesiti per il CTU, così come precisati in memoria istruttoria da parte attrice ovvero verificando l’esistenza o meno del contratto di c/c e applicando le relative conseguenze di legge.

In particolare il G.I. chiede che il CTU:
• Quanto al contratto di apertura di conto corrente, stabilisca se lo stesso esiste e se è valido ed applicabile;
• Quanto al saggio degli interessi, accerti la corrispondenza degli interessi applicati dalla banca nel corso del rapporto con quelli indicati nel relativo contratto e – in caso di mancata corrispondenza e di variazioni in senso sfavorevole al cliente non comunicate dalla banca – non tenga conto nel ricalcolo di tali modificazioni;
• Quanto all’anatocismo, accerti se la banca abbia operato la capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi e, all’esito, ricalcoli il rapporto senza applicare alcuna capitalizzazione degli interessi;
• Verifichi se la c.m.s. sia stata convenuta per iscritto e applichi tale commissione soltanto se convenuta specificamente per iscritto e qualora la banca abbia previsto il tasso della commissione, i criteri di calcolo e la periodicità di tale calcolo; in caso contrario – e quindi anche qualora sia indicata la misura percentuale senza ulteriore previsione – escluda la commissione dal calcolo e tenga conto comunque che la c.m.s. non può essere mai capitalizzata;
• Quanto alle spese, escluda il c.t.u. qualsiasi remunerazione contabilizzata a carico del correntista ma non pattuita nel contratto, ad eccezione delle imposte e delle tasse come dovute ex lege.

La vera rivoluzione si ha nelle indicazioni relative al calcolo dell’usura, per il quale il G.I. testualmente dispone:
1. Accerti il c.t.u. se la banca abbia rispettato il c.d. “tasso soglia ai sensi della L. 108/1996” e, in caso negativo, qualora il contratto sia stato stipulato successivamente all’entrata in vigore di detta legge, applichi la sanzione ex art. 1815, comma 2 c.c. (“nessun interesse è dovuto”);
2. Qualora, invece, il contratto sia stato stipulato anteriormente alla L. 108/1996 e sia ancora in corso a quella data, sostituisca – per il periodo successivo all’entrata in vigore della legge n. 108/1996 – il tasso convenuto con i tassi soglia applicabili in relazione ai diversi periodi (cfr. Cass. civ. n. 11.01.2013, n. 602). Nel valutare il superamento o meno del tasso soglia antiusura, faccia riferimento a qualsiasi “commissione, remunerazione a qualsiasi titolo e spesa” come testualmente disposto dall’art. 1 della legge n. 108/1996, inclusa quindi la commissione di massimo scoperto, la quale dovrà essere considerata, ai fini del calcolo del T.E.G., quale onere e non quale interesse.”

Avv. Patrizia Fazzi

Segue il provvedimento

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